


La Tenuta di Pomino risale al 1500, anno di costruzione dell’omonimo Castello e fin dall’inizio si distingue per l’eccellenza del luogo in cui sorge. Ne è testimonianza la vicenda del 1716, quando il granduca Cosimo III de’ Medici individua i quattro territori più vocati della Toscana per produrre Vini di Qualità: nel bando, considerato il precursore delle moderne DOC, il territorio di Pomino è elencato accanto al Chianti, al Carmignano e al Val d’Arno di Sopra. Nel 1873 i vini di Pomino sono premiati all’Esposizione Universale di Vienna, mentre nel 1878 ottengono la medaglia d’Oro all’Expo di Parigi, il più alto riconoscimento internazionale di allora.
La stagione primaverile al Castello Pomino è stata piovosa; il germogliamento delle viti si è concluso nella seconda settimana di aprile, in linea con la media di Pomino, mentre la fioritura è avvenuta in leggero anticipo rispetto alle aspettative. L’invaiatura dei grappoli è iniziata nella seconda quindicina di luglio, per concludersi gradualmente nella prima decade di agosto. I Pinot nero una volta vendemmiati sono stati fermentati in tini troncoconici di rovere ad una temperatura controllata. Alla fermentazione alcolica ha fatto seguito la fermentazione malo-lattica in barriques di rovere francese per poi proseguire il suo affinamento in barriques per altri 15 mesi. L’ulteriore periodo in bottiglia, prima di poterlo degustare, ne ha completato il percorso qualitativo.
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